
Come fossi ritornato per unora sui banchi di scuola scrivo questo resoconto sulla mia esperienza nel suonare con Ike Willis.
L unica cosa che sapevo era che mi sarei trovato davanti un grosso omone con una voce calda e profonda, e fu così che lo vidi la prima volta. Mi stupì il suo senso dell umorismo molto particolare, ogni sua risata faceva tremare le pareti. Nella prima prova latmosfera era strana, quasi tesa ma ci pensò lui a rompere il ghiaccio iniziando a cantare, senza dover dire niente di particolare, era come se fossi stato teletrasportato grazie ad un disco della THE BEST BAND, tra i musicisti, proprio lì vicino a Albert Wing e compagni; ma non era ancora finita, quando arrivò lora di provare OUTSIDE NOW ero pronto a godermi ogni millesimo di secondo di quei favolosi 5 minuti. Finita la canzone ci siamo guardati e avevamo tutti quanti un espressione quasi ebete.
Così eravamo pronti per la prima serata, personalmente non ero preoccupato, solo emozionato, come se fosse stato il mio primo concerto. Saliti sul palco tutte le ansie erano scomparse mi godevo anchio lo spettacolo e contemporaneamente ne facevo parte e credo che per un musicista questa sia la sensazione più bella.
Il secondo concerto è stato un po più sfigato per me, perché durante un assolo mi si è staccato il cavo dal microfono così solo durante il brano seguente il problema era risolto. Completamente fuori copione (come forse Zappa amava fare) Ike mi fece segno di recuperare il mio assolo di Lucille durante Crew Slut. Questo dimostrava oltre che ad essere un professionista capiva le sensazioni di tutti noi, ero impercettibilmente affranto da questo spiacevole episodio e Ike deve averlo capito, dopo questo il mio morale si riebbe da quel duro colpo.
Risparmiandovi gli altri concerti posso ora dirvi più precisamente comera Ike: io l'ho trovata una persona molto simpatica, non restia alla comunicazione, non si è mai sottratto a chi voleva fare quattro chiacchiere con lui, poi era bellissimo sentirlo parlare della sua esperienza con Zappa, dei rapporti con gli altri musicisti.
Per quanto riguarda il piano musicale ci ha dato la conferma che siamo sulla giusta strada, e qualche suo piccolo "ritocco insignificante" ci ha dato un'energia fortissima; ma secondo me è stata la sua presenza a darmi una spinta, non per dare il massimo perché cerco sempre di suonare al meglio delle mie possibilità, ma, credo, una spinta emotiva: la felicità, lorgoglio di suonare con Ike Willis avevano fatto miracoli, e questo credo sia successo a tutti noi, eravamo entusiasti di essere sul palco, abbiamo suonato benissimo e anche lui, che era teso prima della prima data, dato che durante le prove non si era sbilanciato in giudizi affrettati, si è complimentato molto con tutti noi sei e cioè compreso Filippo che è riuscito a godersi il concerto pure dietro al mixer.
Per farla breve concludo dicendo che questo minitour con Ike Willis è stata molto più che una serie di concerti, noi abbiamo imparato molto senza imparare nulla di nuovo.
Con questa enigmatica espressione vi ringrazio di aver letto questo ammasso di parole sperando di non avervi annoiato troppo.
Tiziano Di Sansa