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MUSKIO
Dalla lettera di Marochius de Solarans
Augusta Taurinorum, addi’ 03/01/1984
Giungo con questa mia missiva per comunicarti l’avvenimento eccezionale a cui ho preso parte, mio malgrado, questa mattina. Ero intento a consumare la mia prima colazione nei pressi della clinica Sant’Anna quando un impulso mi guido’ all’interno dell’ospedale fino al capezzale di un neonato. La prima cosa che notai fu la sua bruttezza. Addirittura il padre del bambino espresse a voce alta la sua perplessita’ riguardo all’aspetto della progenie, sentendosi anche rispondere in malo modo dall’ostetrica addetta al parto: “Ma si e’ mai visto, lei?”
Lessi il nome sul cartellina: Alessandro Armuschio…mi ricordava qualcosa, come se il suo nome e il mio fossero in qualche modo connessi. Poi, come per incanto, si creo’ un canale preferenziale tra il mio subconscio e il suo e le nostre menti cominciarono subito a dialogare senza bisogno di parole.
Mi racconto’ che in futuro sarebbe diventato biondo, alto, bello e prestante fisicamente e che, per questo, avrebbe fatto il cantante di un complesso. Disse anche che prima di fare questo avrebbe imparato a suonare il pianoforte, gia’ all’eta’ di 6 anni e che avrebbe rifiutato di prendere lezioni nelle convenzionali scuole di musica, come, ad esempio, Conservatori o scuole di Jazz, perche’ sarebbe cresciuto con un animo libertino e sarebbe certamente diventato contrario all’inquadramento musicale proposto da codeste scuole. E avrebbe odiato il jazz, preferendogli il piu’ frizzante rock ‘n roll (o almeno, cosi’ mi pare di aver capito…lui ha utilizzato il termine “Hard Rock”, ma non mi sovviene nessun genere musicale simile, forse per mia mancanza). Per questo motivo avrebbe imparato a suonare anche la chitarra e avrebbe preso ad esempio cantanti famosi come Freddie Mercury, Joey Tempest, Jon Bon Jovi, Bobby Kimball, ma allo stesso tempo non avrebbe tradito la sua vena progressiva e avrebbe accompagnato la sua crescita con Frank Zappa, Emerson Lake & Palmer, Gentle Giant. All’eta’ di 20 anni circa avrebbe scoperto il “lato duro del rock” (cosi’ l’ha chiamato) e avrebbe cominciato ad apprezzare anche Nickelback, Metallica, Dream Theater, Ayreon (chissa’ se era invenzione o se musicisti dal nome simile esisteranno davvero, un giorno).
Questo quanto mi disse subito, e si capiva gia’ che la musica avrebbe avuto una parte importante nella sua vita.
Disse anche che avrebbe imparato a leggere presto, nei successive tre anni al massimo, e che si sarebbe presto commosso leggendo “I ragazzi della via Paal” (cosa che credo effettivamente possible, vista la bellezza del romanzo), “Il piccolo principe” e “Il Signore degli Anelli”, ma che avrebbe anche sviluppato una passione per il genere Fantasy intero, fino ad adorare “Il Silmarillion” di Tolkien e la saga di Harry Potter (qui ho temuto che delirasse, ho chiesto di ripetere il nome un paio di volte, ma ancora non mi pare di aver mai sentito di codesto questo romanzo).
Mi ha sommerso di ulteriori informazioni sulla sua vita che non sto qui a riportare. Credo che gia’ dai fatti che ho raccontato si capisca che e’ un avvenimento straordinario, quanto mi e’ accaduto.
Aggiungo solo che ha concluso dicendo che sarebbe morto a 85 anni, il 13 luglio, da Presidente del Consiglio (mi domando come Bettino Craxi possa mai abbandonare la carica, anche se tra 85 anni…), in un attentato organizzato da Silvio Berlusconi (e mi chiedo perche’ mai un semplicissimo imprenditore milanese, a piu’ di 100 anni di eta’, dovrebbe attentare alla vita del Presidente del Consiglio) e Luigi D’Alessio, che onestamente non annovero tra i nomi di personaggi importanti da me conosciuti.
Mi sono allontanato con la consapevolezza di aver vissuto un’esperienza straordinariamente unica e qui a te la riporto, per fermare su carta i miei pensieri.
Concludo rassicurandoti sullo stato di salute di Silvano: i dottori confermano la piena guarigione. Ci vorra’ solo del tempo per rimettersi in forze, poi sara’ pronto a tornare in campo.
Ti saluto affettuosamente,
Marochius