IL DIARIO DI MARTIN

Ike Willis con gli Ossi Duri

"La mia esperienza nel suonare la musica di Frank Zappa con Ike Willis"

di Martin Bellavia

17 aprile 2000

Mi sono reso conto di quello che stava succedendo la mattina del 17 aprile mentre ero a scuola e mio padre e mio fratello erano all'aeroporto a prendere Ike. Quando sono arrivato a casa Ike dormiva, stravolto dal viaggio. Si è svegliato intorno alle nove di sera e fu allora che lo vidi: un omone grosso con il pizzetto e la voce che ha caratterizzato molti dischi di Zappa. A cena abbiamo parlato molto di lui e del rapporto che aveva con Zappa, poi è tornato a dormire.

18 aprile

La mattina, mentre andavo a scuola, ascoltavo Vol. 3 e non potevo credere che la voce che ascoltavo era della persona con la quale avevo parlato la sera prima e che il pomeriggio seguente avrei suonato con lui. Il pomeriggio del 18 ci siamo radunati noi Ossi intorno alle 14.30 pronti per le 4 ore di prove previste insieme ad Ike. Alle tre tutto era pronto e Ike ha detto: "Facciamo Judy"; abbiamo iniziato a suonare e.... cazzo che figata sentire i suoi assoli. Eravamo tutti molto nervosi ed emozionati, soprattutto quando Ike diceva: "Ok Boys, let me hear..." E noi non sapevamo se gli sarebbe piaciuta la nostra esecuzione. Poi è arrivato il momento tanto atteso e cioè quello di Outside Now. Ike ha iniziato a fare l'arpeggio da me completamente sconosciuto e, quando me l'ha insegnato... come suonava bene. Poi ha iniziato a cantare e l'emozione era veramente fortissima; sentire la sua voce con noi che suonavamo la tipica base di Outside Now. Dopo ha iniziato a farmi fare qualche assolo e devo dire che mi venivano pure bene. Le 4 ore di prove previste si sono trasformate in 2 e alla fine Ike sembrava molto soddisfatto.

19 aprile

Il pomeriggio del 19 abbiamo iniziato le prove intorno alle 16 e Ike sembrava più riposato; abbiamo suonato i pezzi che ci mancavano compresi Why Does It Hurt... e Lucille. Alla fine delle prove Ike ci ha detto che voleva fare tutti i pezzi attaccati, come li faceva Frank. Per noi non era un problema perchè l'abbiamo sempre fatto, il problema era nel fatto che durante le prove non avevamo mai provato gli attacchi e non sapevamo come Ike li avrebbe fatti, ma lui sembrava più che tranquillo e continuava a dirci: "Great job boys". Boooh, tranquillo lui, tranquilli tutti.

20 aprile

La sera del 20 ci siamo diretti alla Sacra Birra, un locale di S. Ambrogio di Susa vicino alla nostra casa, per il primo concerto con Ike. Abbiamo iniziato a suonare intorno alle 23 ed eravamo tutti molto tesi, compreso Ike. Lo show è stato una continua serie di emozioni ed io ero molto contento perché Ike mi stava dando molto spazio negli assoli e in tutto il resto. Cioè non so se mi spiego: Ike Willis, non pinco pallino, bensì Ike Willis, pronunciava il mio nome prima che dovessi iniziare ogni assolo; veramente molto emozionante. La gente era tutta goduta soprattutto quando abbiamo fatto Outside Now. Le parti più divertenti sono state quando Ike o noi pronunciavamo la parola segreta: Hanson, minchia che ridere. Alla fine della serata Ike era contentissimo e soddisfatto e noi ci siamo trovati benissimo con lui e con il suo modo di dirigerci perché lo spettacolo è stato molto improvvisato.

21 aprile

Il giorno seguente ho conosciuto meglio Ike; il pomeriggio siamo andati a comprare il suo "cibo" e cioè i libri: se li divorava in una maniera incredibile. Mentre camminavamo per Torino l'ha riconosciuto un newyorkese e si sono messi a parlare; dovevate vedere Ike dopo, era contentissimo, sia per i libri sia per essere stato riconosciuto, e si è messo a sparare una cazzata dopo l'altra. La sera siamo andati a mangiare pesce e Ike ci ha fatto scompisciare dalle risate; è da qua che derivano tutte le volte che Ike dice "Fish" e "Ronf" durante i nostri concerti.

22 aprile

Sabato verso le cinque siamo partiti per Cassinasco in provincia di Asti dove avremmo suonato la sera al Maltese. Già alle 18 c'erano zappiani venuti da tutta Italia (da Verona, da Parma e Piacenza) per parlare con Ike e farsi fare gli autografi. Durante il soundcheck abbiamo suonato per caso, Ike, Ruben Simone e io, Filthy Habits; Ike, d'improvviso, ha detto che avremmo fatto il pezzo la sera stessa: pazzo! In fretta e furia abbiamo insegnato bene il pezzo ad Alex e Tizzo e...... cazzo durante il concerto è venuto veramente bene. La parte più emozionante dello spettacolo, a parte quando ha cantato Outside now, è stata quando ha cantato insieme a noi "La Toma di Ruben" un nostro brano che gli è piaciuto moltissimo; ed anche qui è venuta una gran figata.

23 aprile

La domenica ci siamo svegliati alle 17 e abbiamo fatto il pranzo di Pasqua con uno squisito "barbeque" cucinato da Ike.

24 aprile

Lunedì, Ruben, mio padre ed Ike siamo andati a Milano perché Ike doveva preparare lo spettacolo con Elio per mercoledì a Lugano. Dovevate vedere la faccia di Elio quando ha visto Ike: era entusiasta ed emozionato allo stesso tempo. E' stato molto interessante vedere provare Elio e le storie tese e ad un certo punto di Why does it hurt... Ike ha pronunciato la parola segreta Hanson guardandoci con un'occhiata d'intesa. La sera siamo andati a cena con Elio e Claudio, il produttore, consapevoli del fatto che la mattina dopo saremmo partiti per Roma.

25 aprile

Sei ore di viaggio ed eccoci nella capitale. Il centro sociale Brancaleone è un posto molto ben organizzato e ottimo per il nostro tipo di concerto. Gli organizzatori, nonché anche tecnici, erano gentilissimi e ci hanno subito fatto trovare a nostro agio.

Il concerto è andato molto bene, anche questo molto improvvisato e la gente sembrava più che soddisfatta. La sera noi Ossi abbiamo dormito al Brancaleone mentre Ike è andato a dormire a casa di Alessandro Sordi.

26 aprile

La mattina Ike è partito in aereo per Lugano per suonare con Elio e le storie tese e noi siamo ritornati a Torino.

27 aprile

Dopo un giorno di pausa per noi Ossi, (Ike ha suonato e cantato praticamente tutti i giorni tra noi e Elio) è tornato da Lugano molto soddisfatto ed entusiasta del concerto con Elio. La sera abbiamo fatto l'ultimo concerto del Tour al Gabrio di Torino. Abbiamo iniziato molto tardi e non abbiamo fatto lo spettacolo per intero ma in linea di massima è andato bene.

28 aprile

La mattina seguente Ike e tornato in America con la speranza di tornare il più presto possibile.

E' troppo scontato dire che è stata un'esperienza più che fantastica ma non trovo altre parole per definirla. Tutti noi abbiamo imparato tantissimo grazie ad Ike e ci siamo veramente divertiti. A volte canticchio i pezzi di Zappa con la voce di Ike e non mi ricordo se alcune variazioni vocali le ha fatte con noi o con Zappa. Ad esempio quando mi canto mentalmente il ritornello di Outside now ci sono delle parti di voci che non ricordo se le ho sentite nei dischi di Zappa ho se le ho sentite quando Ike cantava con noi. E' pazzesco e molto emozionante.

Eccovi svelati la maggior parte dei segreti dei concerti con Ike, spero che, alla gente venuta ad ascoltarci, sia piaciuto lo spettacolo; noi ci siamo semplicemente divertiti, tanto.

Martin Bellavia



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