IL DIARIO DI FILIPPO BELLAVIA
"Il mio incontro con Ike Willis"
di Filippo Bellavia
Premessa
La collaborazione con Ike Willis e
gli Od è nata per caso. Nella mia rubrica di posta elettronica
tendo a memorizzare tutti gli indirizzi di persone che mi
scrivono per cose che riguardano Zappa. Quando lo scorso anno gli
OD hanno fatto uscire il loro 3^ Cd "Che Rocktura", ho
scritto a tutti gli zappiani che avevo in lista annunciandone l'uscita.
Tra questi, a mia insaputa, c'era anche l'indirizzo del manager
di Ike Willis, Steve Auerbach. Lui mi ha risposto chiedendomi di
volerne sapere di più di questo gruppo di ragazzini che suonano
anche robe di Zappa. Gli ho inviato un cd demo, registrato lo
scorso anno allo Zappadays a Spoleto. Lui ha detto che lo ha
fatto sentire anche ad Ike Willis e sono rimasti molto
impressionati. (IW mi ha detto successivamente che pensava che io
barassi un po' sull'età dei ragazzi, che magari la foto che gli
avevo mandato non era poi così recente. Ora che li ha visti è
ancora più shockato!!) Mi ha così proposto di fare alcune date
in Italia con gli OD che accompagnavano IW. Quando ho ricevuto
questa proposta me la sono fatta tradurre 5 o 6 volte dalla mia
ex moglie (americana) per essere sicuro che quello che mi stava
chiedendo era di far suonare gli Ossi Duri con Ike Willis. Tutto
questo si svolgeva nel luglio del 1999.
In quei giorni Elio e le Storie
tese avevano un concerto proprio dalle nostre parti. Io sapevo
che Elio era alla ricerca di IW, me lo aveva detto lui in altre
occasioni. Dopo il concerto vado nel backstage insieme ad una
parte degli OD (Martin Ruben e Simone) e gli dico che ho la
possibilità di far venire IW in Italia. Lui molto sorpreso ed
entusiasta mi chiede di mettermi in contatto con il suo manager (Otar)
e di vedere cosa si può combinare.
Durante lo scorso natale definiamo
i dettagli dell'operazione OD e IW, ma anche IW ed EeLST.
L'incontro con Ike:
Il 17 aprile sono andato a
prenderlo alla Malpensa. La notte, dico davvero, non ho dormito.
Mi sembrava di essere tornato ragazzino quando aspettavo con
ansia il primo appuntamento con la mia fidanzata il giorno
successivo. Ruben ha voluto a tutti i costi venire per vederlo
subito ed ha così perso un giorno di scuola (non voglio contare
quanti ne hanno persi in generale Martin e Ruben, i miei due
figli!!). Il primo a vedere Ike all'aeroporto è stato Ruben, io
ho dovuto aspettare in macchina. Ruben l'ha riconosciuto subito e
gli ha chiesto: "Ike Willis?" e lui: "Are you
Filippo?". Grazie per avermi scambiato per uno così giovane
(è vero che Ruben mi assomiglia, ma
.). Ci presentiamo
appena si avvicina in macchina. Che emozione!! Nella mia
sgangheratissima
Fiat Regata weekend stava entrando
la voce di moltissimi dischi del mio mito Zappa!!! Durante il
viaggio verso Torino non gli ho chiesto nulla che riguardasse
Zappa, non mi sembrava giusto, anche lui ha una sua storia, una
sua soggettività da raccontare. Gli ho chiesto così della sua
famiglia (due figli, Ike III e Leagh, anche lei canta, la moglie
Denise che insegna danza). Sua madre era una cantante jazz e gli
ha passato questa passione. Era amica di
Miles Davis!!!.
Abbiamo passato il viaggio con questi discorsi "familiari".
Una delle cose che mi ha colpito è quando ci siamo fermati all'Autogrill
sulla Torino Milano per un caffè: lui diceva di ricordarsi
benissimo di esserci stato. Gli Autogrill in Italia sono tutti più
o meno uguali, però a me piaceva pensare che c'era stato nel
1988 dopo il concerto di Milano con Zappa e si trasferiva a
Torino per uno degli ultimi concerti del tour dell'88. Io ho
assistito sia a quello di Milano che a quello di Torino. Quando
siamo arrivati a casa mia ha voluto riposare.
Le prove:
Le prove sono state senz'altro il
momento più emozionante: avevamo in programma 8 ore, in due
giorni. Sentire la voce che per tante volte era uscita dalle
casse del
LaZaRiMus, la mia sala prove, il mio
studio di registrazione e tutto quanto è connesso con la musica,
sentire la sua voce e vederla di persona è stato senz'altro
emozionante per tutti: ci guardavamo, gli OD ed io, con sguardi
stupefatti ed increduli. Ma l'emozione più forte ci ha preso
tutti quando hanno suonato "
Outside now".
Cazzo, ma era proprio lui? No, non è possibile. E' uno dei brani
che amo di più. Insomma una specie di "Nirvana" stava
per essere raggiunto!!! Abbiamo una pessima registrazione di
questi momenti, ma chi li cancella più.
I momenti
informali:
Nei momenti più informali abbiamo
iniziato a parlare del suo rapporto con Frank di come è arrivato
a suonare con lui. Zappa era in tour "Sheik yerbouti tour",
una delle date era nel suo college, Ike aveva 20 anni ed era
stato incaricato con altri di occuparsi del backstage, di dare
una mano a montare e smontare, insomma fare quelle cose che si
fanno fare agli studenti dei college per farli sentire grandi. Ha
avuto così l'opportunità di conoscere Zappa personalmente, e
durante il soundcheck, Frank gli ha chiesto se conosceva qualche
suo brano, Ike gli rispose di sì e Zappa, porgendogli la sua
chitarra: "Fammela sentire". Ike a quel tempo non era
un fan di Zappa, anche se sapeva chi fosse, ma non era così
appassionato. Gli suonò "Carolina hardcore ecstasy".
Dopo il concerto rimasero ancora a parlare per alcune ore nel
backstage. Zappa rimase impresso dalle sue doti vocali e gli
disse che lo avrebbe chiamato alla fine del tour per un'audizione.
Passarono alcuni mesi e Ike quasi si era dimenticato, pensava:
"Sono cose che si dicono per compiacere l'altro". Dopo
sei - sette mesi gli arriva la telefonata di Frank: gli dice che
ha pronto il biglietto aereo per Los Angeles per lui e di
trovarsi lì per la settimana successiva. Per lui questo è stato
il momento che gli ha cambiato la vita. Era il 1978.
Ogni tanto Ike mi raccontava
episodi con Zappa e con la band. Io ero supercurioso ma non
volevo neanche essere troppo ingordo. Avessi potuto lo avrei
tenuto incatenato per giorni a raccontarmi tutto!
Il primo
concerto:
Il primo concerto era in programma
alla "Sacra birra", un locale poco distante da casa mia.
I ragazzi erano abbastanza tranquilli, Ike no, era un po'
nervoso, Io mi sentivo così e così. Ero preoccupato perché
vedevo che Ike era teso. Mi ha spiegato che lui è sempre così
prima di un concerto specialmente il primo con un gruppo nuovo.
Il concerto è stato davvero molto bello, i fans arrivati erano
contenti di poter riascoltare la sua voce. La parola segreta di
quella serata, ma anche di altre successive era
"Hanson"
in riferimento al gruppo di adolescenti americani che Ike detesta.
Abbiamo una registrazione di ottima qualità dello spettacolo, se
un giorno troveremo i soldi chissà che non si riesca a
pubblicarlo. Alla fine del concerto Ike era soddisfatto e molti
spettatori sono andati nel suo camerino per chiedergli un
autografo.
Il resto:
La sera successiva al primo
concerto siamo andati a mangiare un po' di pesce (in
montagna, davvero!!!). Da lì sono nate alcune "secret word"
che si sono sentite ai concerti di Roma e Torino, tipo "
fish",
e "
ronf". La serata al Maltese, vicino ad
Asti, Ike ha voluto suonare un brano degli OD, "
La
toma di Ruben", perché gli è piaciuta davvero
molto, in casa se la cantichhiava continuamente.
Il 24 aprile ho accompagnato Ike
alle prove con Elio e le storie tese. L'atteggiamento di
tutti era di profondo rispetto per ciò che Ike rappresentava per
loro. Si sono scusati per la strumentazione che non era adeguata,
la loro era già partita per Lugano, ascoltavano con molta
attenzione le indicazioni di Ike riguardo gli arrangiamenti dei
brani. Ad un certo punto mentre
provavano "Tell me you
love me" Ike ha fatto notare a tutti che era
sbagliata il modo in cui suonavano il riff iniziale. Elio e gli
altri si sono scusati quasi arrossendo, Faso ha commentato:
"L'abbiamo sempre cannata
".
The best
band:
Ad un certo punto gli ho chiesto
quale era il suo punto di vista sullo scioglimento della mitica
Best
band: Ike ha perentoriamente affermato che la vera
ragione dello scioglimento non era Scott Thunes, come tutti
pensano, ma la malattia di Zappa. Infatti Frank, durante il tour
dell'88 si lamentava spesso che aveva dei dolori di cui non
ne conosceva la natura. Ike, che aveva un ottimo rapporto con
Frank, era in qualche modo anche la valvola di sfogo di Zappa. E
così a lui ha raccontato che nessun medico riusciva a scoprire
cosa effettivamente avesse. Solo il 5° gli ha diagnosticato il
cancro alla prostata. La situazione nella band non era in effetti
molto buona proprio a causa dell'atteggiamento infantile di
Scott (secondo Ike, ovviamente). Scott era (ora non suona più
con nessuno) un ottimo bassista, ma incapace di stare in un
gruppo. Era un "bambino viziato e capriccioso", capace
di far andare su tutte le furie una persona tranquillissima come
Bruce Fowler. I problemi tra i membri della band nascono già
durante le prove (8 ore al giorno dal lunedì al venerdì). Le
prime 4 ore le prove erano dirette da Scott e le altre da Zappa
in persona. Una volta Scott, con un atteggiamento molto arrogante
e senza nessuna apparente ragione comincia a dire che lui odia i
fiatisti e, rivolgendosi a Bruce; :"Specialmente quelli come
te (urlando)". Bruce si incazza ed è dovuto scendere Frank
per mettere a posto la situazione. In quell'occasione Frank
chiese ad Ike (dato che era un veterano del gruppo, sia per età
che per anzianità di servizio, dal 1978 al 1988 consecutivamente)
di tenere a bada Scott, nel senso di farlo stare un po'
tranquillo nei momenti più accesi. Durante il tour dell'88
Scott si divertiva sadicamente (sempre secondo la testimonianza
di Ike) a mandare Chad Wackerman appositamente fuori tempo. Una
sera dopo il concerto Chad sbotta furiosamente contro Scott. Da lì
Zappa fece una riunione per sapere che intenzione avesse la band
e chiese, in quella riunione, ad ognuno se sarebbero stati
disposti a continuare a suonare con Scott per le date previste
negli USA. La maggior parte disse di no, Ike si astenne. In quell'occasione
Frank non disse nient'altro. Al ritorno negli USA ebbe la
conferma della sua malattia e così annullò il tour. Ike seppe
da Frank in persona, all'inizio del 1989 della sua malattia.
Quindi, secondo questa versione la band fu sciolta per la
malattia di Frank e perché non aveva, a quel momento, lo spirito
giusto per affrontare le tensioni della band. Ve lo immaginate se
vi dicono di avere il cancro se avete ancora voglia di sbattervi
per mettere "pace" tra persone che a quel punto vi
sembrano davvero solo sciocche di fronte alla prospettiva di una
malattia così grave da affrontare? Insomma quando la morte ti
arriva così vicina, credo che le beghe della band ti sembrano
tra bimbi viziati e la tua salute è sopra ogni cosa. Immagino
che Frank, come qualsiasi essere umano ha passato dei momenti di
fortissima angoscia e forse anche depressione.
Solo quando le cose per lui
sembravano andare bene ha iniziato a lavorare con rinnovato
entusiasmo. Infatti Ike fu contattato da Frank Zappa nel 1991 per
preparare un nuovo tour. Da quel che ne sapeva Ike erano stati
contattati anche Flo e Eddy, George Duke. E' probabile che se la
malattia non fosse andata avanti avremmo potuto vedere Zappa dal
vivo ancora con la sua chitarra.
Ike come tutti, ha saputo della morte di Frank a funerali già
avvenuti. Lui vide Zappa l'ultima settimana prima di morire.
Lo chiamò perché ormai consapevole di ciò che lo aspettava
voleva dargli le sue ultime indicazioni. Ike mi ha raccontato che,
a fianco del suo letto, con Gail lì con loro, Frank gli ha detto
di tenere, per quanto gli fosse possibile, viva la sua musica.
Non gli ha mai detto "questo pezzo lo puoi cantare e questo
no", Gail lo sa bene. Non esiste la famosa lista nera.
Questo è quanto posso
testimoniare della mia esperienza con Ike Willis; per me è una
bella persona, molto disponibile e niente affatto una persona che
si atteggia a star. Sa adattarsi ad ogni situazione e penso che
non sia da tutti, eppure potrebbe anche
tirarsela
un po'!!!!.
La partenza:
La partenza non è stata triste, l'ho
riaccompagnato a Milano Malpensa, il 28 aprile, ero stanco morto
per la
tirata che mi ero fatto, un po'
dispiaciuto che partiva, ma l'accordo era che sarebbe
ritornato. Mi ha chiesto, ed ho accettato, di fare il suo agente
in Europa, per me è davvero un onore.
Filippo Bellavia
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